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| Cresima 2008 |
lunedì 17 novembre 2008
Sacramento della Confermazione a 16 giovani della Parrocchia
sabato 15 novembre 2008
Ritiro Cresima 2008 - a Cenina i Protagonisti
venerdì 14 novembre 2008
Il metodo del servo buono e fedele

16 novembre, 33ª domenica del Tempo Ordinario. E' il Vangelo del rendiconto, però in tutto il contesto delle letture della domenica corrente, questo nostro dovere è soprattutto un metodo di lavoro: il metodo del servo buono e fedele.Segue..... .
DI GIACOMO BABINI
Vescovo emerito di Grosseto
Vangelo: Le capacità donate alla persona.
Si tratta del Vangelo della resa dei conti. Il Creatore alle sue creature, il Redentore ai suoi figli redenti, hanno affidato dei talenti. A ciascuno talenti particolari secondo la sua vocazione e il suo compito, pertanto per un rapporto personale con il Donatore. Possono essere beni materiali, capacità spirituali, responsabilità fraterne. Sono dati alla persona non per un suo autosviluppo, ma per usarli nel campo del Signore. Il padrone se ne va e noi rimaniamo con la responsabilità far fruttare i talenti avuti. Sono talenti legati alla nostra persona, non possiamo passarli ad altri, non possiamo con essi comperare qualcosa. Ci sono stati dati perché proprio noi dobbiamo usarli per produrre qualcosa di utile. Il servo fannullone ha paura. Non si accorge che nella essenza del dono c’è il dovere di utilizzarlo al meglio. Anziché mettersi a lavorare di buona volontà, nasconde il talento sotto terra e si mette a preparare la giustificazione, per quando tornerà il padrone, cadendo in contraddizione: «Tu sei uno che mieti dove non hai seminato».
Il dono oltre il suo valore interno, è una cosa viva che significa affetto e responsabilità. Dato a noi che siamo vivi, deve crescere e non lo si mette sotto terra come le cose morte. Ai servi invece che gli consegneranno anche il frutto del dono concede una incalcolabile fecondità.
II Lettura: «Sempre pronti».
Paolo ci avverte che non dobbiamo indugiare nel nostro agire. Perché il giorno del rendiconto è ignoto e potrebbe arrivare da un momento all’altro. Noi non viviamo nel buio, nel tempo in cui è permesso il sonno. Siamo "figli del giorno" tempo in cui si deve lavorare. Non so se questo discorso riescono ad accettarlo quegli sfaccendati che strapazzano da un locale all’altro la notte, per poi sonnecchiare tutto il giorno seguente. A volte cercano di costruirsi umanamente "pace e sicurezza" in cui si possa oziare e dormire. Ma la nostra esistenza temporale non consente queste assicurazioni. Proprio quando ci si culla nella nostra sicurezza viene d’improvviso la rovina. La pace non si concede da sé. E’ raggiungibile sulla terra soltanto se il tempo è vissuto sobriamente, come appunto il tempo operoso per cui siamo sempre pronti a tutto.
Quando ero ragazzo mi raccontavano che fu fatta questa domanda a S. Luigi Gonzaga mentre stava giocando con i suoi amici: «se ti dicessero che tra un quarto d’ora morirai, cosa faresti?» E lui rispose tranquillamente: «continuerei a giocare».
I Lettura: Esemplarità di Maria per tutta la Chiesa.
Il modello di un simile impegno ce lo mette davanti la prima lettura nella figura della donna forte. Il cristiano in questa lavoratrice modello penserà subito a Maria.
Dio le può affidare tutti i suoi beni e non gli mancheranno certo i frutti. Si è concepita come la serva di Dio ed il suo servizio non avrà pause. Dopo il sì iniziale diventa logica la sua disponibilità a tutto: alla incarnazione, alla fuga in Egitto, alla libertà assoluta del Figlio, alla croce, alla sua compagnia attenta e premurosa per gli apostoli, gli amici del Figlio, e poi al servizio della Chiesa. In mezzo a tanti peccatori essa è non si smentisce mai; è senza difetto; senza macchia né ruga. «Lodatela per il frutto delle sue mani». Ci dà una grande speranza: «Apre la sua mano al misero, stende la mano al povero».
Concludiamo con una preghiera «O Padre che affidi alle mani dell’uomo i beni della creazione e della grazia, fa che la nostra volontà moltiplichi i frutti della tua provvidenza. Rendici sempre operosi e vigilanti nell’attesa del tuo ritorno, nella speranza di sentirci chiamare servi buoni e fedeli e così entrare nella gioia del tuo regno». Continua...
giovedì 13 novembre 2008
Domenica 16 novembre alle ore 11.00 Cresime in Parrocchia

Domenica 16 novembre alle ore 11.00, nel corso della celebrazione eucaristica presieduta da Don Alessandro nostro Parroco, sarà amministrata la S. Cresima a ben 17 giovani. E’ motivo di grandissima gioia per noi in quanto per la Prima volta nella storia della nostra Parrocchia i cresimandi riceveranno il Sacramento da Don Alessandro che da qualche mese ha ricevuto l'incarico di Vicario Vescovile per la zona del Casentino. Altresì va rimarcata la forte e costante partecipazione di questi giovani al corso di preparazione con i loro catechisti Fabio, Luca e Roberto. Continua...
sabato 8 novembre 2008
Il nostro impegno: vivere ogni giorno la fede in Cristo.
Cercherò di introdurre una piccola riflessione che vorrebbe stuzzicare quella curiosità acuta e appassionata che non deve mai difettare quando ci dedichiamo a riflettere su un brano di vangelo conosciuto quasi a memoria, come il versetto-slogan di questo anno. Da qualche mese abbiamo la possibilità, nella liturgia della Parola, di avvalerci della nuovissima traduzione della Conferenza episcopale italiana, approvata da noi vescovi italiani qualche anno fa, per averla voluta e averla trovata più aderente all’originale greco di quella precedente cosiddetta di Gerusalemme. Se ora mettiamo in parallelo le due traduzioni dell’odierna sequenza evangelica, troveremo che l’unica differenza è costituita da una sola paroletta: un semplicissimo «ma». Mentre nella Bibbia di Gerusalemme, Gesù, rivolgendosi ai discepoli, avrebbe domandato: «Voi chi dite che io sia?», nel nuovo lezionario il testo greco soggiacente è reso in modo senz’altro più fedele: «Ma voi chi dite che io sia?». La differenza, per quanto minuta, ritengo non possa essere minimizzata.
Segue..... .In effetti quel giorno Gesù, giunto nella regione di Cesarea di Filippo, all’estremo nord della Galilea, condusse il più celebre sondaggio di opinioni di tutti i tempi. In prima battuta pose una domanda pressante e stringente ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo». È ovvio: il maestro non è affatto in vena di misurare il livello della sua audience; vuole piuttosto verificare quanto i discepoli hanno colto della sua autentica, misteriosa identità. In effetti i dodici ne hanno sentite di tutti i colori sul loro maestro, un rabbi tanto popolare e altrettanto chiacchierato. Un personaggio alla ribalta, un «vip» diremmo oggi, ma sempre ricondotto dall’opinione pubblica dentro schemi comuni, legati al passato: al massimo un profeta redivivo.
Poi lo scatto a bruciapelo, con quella domanda fulminante. Un contropiede sbalorditivo che spiazza tutti: «Ma voi chi dite che io sia?». Con quel «ma» Gesù stacca decisamente i suoi dalla massa perennemente fluttuante, come a dire: Ma voi non la penserete mica come la gente? Il maestro provoca i suoi ad una risposta che dovrà essere un "ma" rispetto a quella della gente, come i pensieri di Dio e le sue vie sono un "ma" netto e non negoziabile rispetto ai pensieri e alle vie dell’uomo (cfr. Isaia 55,8). Insomma Gesù si aspetta dai suoi una risposta alta e altra rispetto a quelle, tutto sommato, dette e ridette nella babele dell’opinione pubblica. In effetti la risposta di Pietro va in controtendenza, un vero salto mortale nel mistero: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Simone-Roccia non coglie solo la straordinarietà di Gesù: capta la sua irriducibile unicità, non certo per forza di carne e sangue ma per una gratuita, improvvisa, imprevedibile illuminazione dall’alto.
«Immaginiamoci l’umanità come una grande piazza dove tutti si arrabattano a costruire delle specie di scale per andare su, a vedere cosa c’è al fondo delle cose e alla loro origine. Immaginiamo che improvvisamente avvenisse una cosa straordinaria, un uomo che in mezzo a tutta la gente, osa dire: "Io sono la via, la verità, la vita". Un avvenimento imprevedibile, non deducibile dai fattori antecedenti. (…) Se avvenisse un uomo così? È avvenuto. (…) Ecco, chissà come faceva: era eccezionale! Badate che il nostro cuore, fatto per l’infinito, ha bisogno dell’eccezionale per poter respirare, per poter resistere, per poter vivere veramente, ha bisogno dell’eccezionale. (…) Ma era così straordinaria l’eccezionalità di quell’uomo, che tutto quel che sapevano si consumava, non rispondeva: era veramente misterioso, era un mistero».
La nostra vita dovrebbe essere una risposta d’amore alla domanda del Signore: «Ma voi chi dite che io sia?». Solo Cristo dà senso a tutto nella nostra vita. Per questo tengo lo sguardo della mia vita e del mio cuore verso Cristo. Il cristianesimo non è un sistema intellettuale, un pacchetto di dogmi, un moralismo. Il cristianesimo è un incontro, una storia di amore.
Il contenuto fondamentale del nostro impegno è innanzitutto vivere la fede nell’amicizia con Dio che si esprime nell’amicizia con coloro che si sentono afferrati da Cristo. L’Azione cattolica è un luogo dove si può realizzare questo.
venerdì 7 novembre 2008
Un edificio che significa la presenza di Dio in mezzo a noi

VESCOVO EMERITO DI GROSSETO
Domenica 9 novembre, Dedicazione della Cattedrale Lateranense. Per l’apertura di una nuova casa si invitano gli amici a pranzo per condividere la gioia di chi ha ormai una propria dimora L’edificio materiale rimanda alla realtà spirituale della famiglia. Nella storia del popolo di Dio, una costruzione in modo particolare, ha sempre avuto un senso profondo: il Tempio. Attraverso questo luogo, Israele ha affermato la propria identità. Inoltre vedeva in esso il centro dell’universo intorno al quale si sarebbero radunati tutti i popoli della terra. Vi riconosceva soprattutto l’abitazione del suo Dio.
Il Tempio, divenuto un amuleto, fu definitivamente distrutto. Gesù si è posto come nuovo Tempio, vera dimora di Dio. Ha anche fatto capire che la comunità unita intorno a lui, diventava anch’essa, casa del Signore.Segue..... .I cristiani hanno costruito chiese. Ma esse hanno senso solo perché rimandano alla Chiesa, Corpo del Cristo animata dallo Spirito. Tutti i popoli dell’universo sono invitati a unirsi alla festa di questa famiglia. Celebrando il ricordo della dedicazione della prima cattedrale di Roma, celebriamo di fatto la Chiesa universale, nell’attesa della «Gerusalemme Celeste», dimora definitiva di Dio in mezzo agli uomini. Le letture di questa festa riportano episodi biblici estremamente importanti per capire il significato delle nostre chiese e la cura e l’affezione che dobbiamo avere verso di esse.
Vangelo: «Ogni battezzato è tempio di Dio»
Il Vangelo riporta il dialogo di Gesù con la Samaritana al Pozzo di Sicar. L’evangelista Giovanni si trattiene a lungo su quel dialogo nel quale Gesù dice cose importanti non solo per quella persona che ha avuto la grazia di incontrare Gesù e di convertirsi, ma per tutti i convertiti che dal momento della loro rinascita in Cristo sapranno vedere le cose di questo mondo come un segno dello Spirito Creatore di Dio. Anche il Tempio, anche la Cattedrale, vanno visti come segno della vera presenza di Dio nel Mondo che è L’umanità di Cristo: «Credimi donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né a Gerusalemme adorerete il Padre… Quelli che lo adorano devono adorarlo in Spirito e verità».
S. Agostino scrive: Fratelli carissimi, ogni volta che celebriamo la festa di un altare o di una chiesa, se lo facciamo con fede e zelo, e se poi viviamo con santità e giustizia, tutto ciò che si verifica in questi templi fatti da mano d’uomo si realizza in noi tramite un’edificazione spirituale. Infatti non mente colui che dice: «il tempio di Dio è sacro, e questo tempio siete voi», e ancora: «Forse non sapete che il vostro corpo è un tempio dello Spirito Santo che abita in voi?».
II Lettura: Segno e fonte della grazia.
È uno splendido brano della I lettera di S. Pietro dove si immaginano tutti i credenti come pietre viventi, organizzate attorno a Cristo, la pietra angolare scartata dagli uomini, ma cara al Padre perché, assieme a tutti i credenti, forma l’organismo vitale che in terra testimonia la gloria di Dio e diffonde la luce per la vita delle nazioni. Possiamo rinnovare sempre questa visione e riviverne riviverne il clima nella Messa Crismale del Giovedì Santo, quando la Chiesa rinnova l’offerta del Pane di Vita, la promessa di fedeltà, e tutto l’organismo ecclesiale attraverso il quale durante l’anno liturgico porterà novità di vita eterna alla società degli uomini.
I Lettura: O Dio del Cielo, ascolta e perdona.
Si legge nella prima lettura la preghiera di Salomone per la dedicazione del Tempio di Gerusalemme. Siamo ancora lontani da Cristo, ma la preghiera del giovane re è già illuminata dallo Spirito di Dio: «I cieli dei cieli non ti possono contenere e tanto meno questa casa che ti abbiamo edificato. Ma tu mantieni l’alleanza e la misericordia con i tuoi servi che camminano davanti a Te con cuore indiviso». Questo ricordava il tempio ad Israele. La Chiesa universale, e materialmente anche la Cattedrale Diocesana, la Chiesa Parrocchiale, quindi è la casa dei fedeli, il segno pubblico della nostra appartenenza a Cristo che, con il suo esempio e la sua parola, nutre di un cibo soprannaturale, la vita e la speranza di coloro che si affidano a Lui.
mercoledì 5 novembre 2008
...CI BASTI TU! Festa del Ciao

Carissimi,
come ogni anno che si rispetti vogliamo iniziare il nostro cammino ritrovandoci tutti insieme alla prossima FESTA DEL CIAO che si terrà DOMENICA 9 NOVEMBRE 2008 presso i locali parrocchia di San Marco alla Sella - Arezzo, il cui titolo è davvero un programma: ...CI BASTI TU!
E' un'occasione che vogliamo cogliere col respiro diocesano, invitando non solo i ragazzi, gli Educatori e gli Animatori, ma anche i Giovanissimi - per i quali ci sarà un momento parallelo alle attività del mattino -, i Giovani ed infine gli Adulti - protagonisti, questi ultimi, di un incontro pomeridiano.
Ecco gli orari:
ORE 9.00 Arrivi ed accoglienza
Ore 10.30 Inizio delle attività
Ore 12.00 S. Messa
Ore 13.00 Pranzo al sacco
Ore 14.00 Gioco
Ore 15.00 Incontro con adulti e genitori sul tema: BENI COMUNI: ACQUA, ARIA, TERRA, AMBIENTE...CI BASTERANNO!
Ore 16.00 Merenda condivisa (ciascuna zona diocesana porterà qualcosa!) e salutissimi
Intervenite numerosissimi!!!
Scarica il volantino della festa in formato PDF
Continua...Sito Internet della Parrocchia di Rassina (Arezzo)
e-mail: parocchiarassina@alice.it
Web Master: Lorenzo Ricci
e-mail: remorassina@tin.it


